MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia - Romagna

Direzione Generale

Centro Servizi Amministrativi di Ferrara

Ufficio Studi e Programmazione - Reparto Formazione e Aggiornamento

 

               

PROMECO

Progettazione e intervento per la prevenzione

(Comune di Ferrara e AZ.USL Ferrara)

 


 

PIANO FORMATIVO PER PREVENIRE E CONTRASTARE IL FENOMENO DEL BULLISMO NELLE SCUOLE MEDIE INFERIORI

 

Soggetto proponente: Promeco (Comune e AUSL di Ferrara) e C.S.A. di Ferrara

 

Denominazione: piano formativo per la prevenzione e il contrasto del bullismo nelle scuole medie inferiori

 

Tipologia di azione: formazione per l‘avvio di progetti operativi

 

 

Descrizione del fenomeno e della strategia di fondo

 

BULLISMO: definizione del fenomeno

 

Si intende per bullismo (bulling) quel comportamento di aggressione o di prevaricazione, singola o di gruppo, che viene esercitata da parte di ragazzi che definiamo bulli, in maniera continuativa nei confronti di ragazzi più deboli che definiamo vittime.. Non si tratta quindi di conflitti od interazioni più o meno aggressive che possono avvenire normalmente tra pari, ma di sopraffazioni e prepotenze  di carattere fisico (percosse), verbale (prese in giro, minacce) e psicologico (esclusione ed isolamento) dirette a soggetti particolarmente deboli ed incapaci di difendersi.

Continuità dell'azione e squilibrio di forze sono quindi le due condizioni fondamentali per poter parlare di bullismo.

            Il fenomeno è presente già fra i bambini delle scuole elementari, come hanno evidenziato recenti ricerche italiane[1], e continua fra i ragazzi che frequentano le medie inferiori e le prime classi delle superiori.

            Occuparsi di questo fenomeno è importante perché le vittime spesso sperimentano un'oppressione estrema, una crudele emarginazione dal gruppo, cause entrambi di una condizione di profonda sofferenza e di grave svalutazione della propria identità. Ansietà, senso d'inferiorità, difficoltà di rapporti sociali, scarsa autostima caratterizzeranno molto probabilmente la loro futura personalità[2].

 

E' importante sottolineare che i problemi legati al bullismo restano di solito sconosciuti al mondo degli adulti. I motivi sono molti:

-         assenza degli adulti nel momento in cui i fenomeni di bullismo si manifestano

-         incapacità di distinguere fra normali interazioni scherzose e casi di bullismo

-         convinzione di molti adulti che i conflitti tra ragazzi debbano essere risolti tra di loro

-         difficoltà che le vittime hanno a parlare di ciò che gli accade.

Per conoscere questo fenomeno sommerso occorre perciò che adulti e istituzioni responsabili del benessere dei ragazzi adottino un atteggiamento attivo fatto di osservazione, ascolto e intervento diffuso nel quotidiano.

Per far questo occorre sensibilizzare gli adulti (insegnanti, personale non docente e genitori) affinché aumentino la loro attenzione e dotare ogni scuola di un gruppo di docenti formati per prevenire il fenomeno e intervenire quando si manifesti.

A tale scopo viene proposta una strategia di Formazione del personale docente, che abbia come corollario la Sensibilizzazione del personale non docente e dei genitori, perché per contrastare il fenomeno occorre una ampia condivisione culturale.

 

Destinatari

Docenti di scuola media inferiore (3/5) a cui rivolgere la formazione

Personale non docente delle scuole coinvolte a cui rivolgere un incontro di sensibilizzazione

 

Tipologie di scuole coinvolte

Scuole medie inferiori

 

Obiettivi

Obiettivi specifici :

 

1)                  Promuovere la conoscenza e la consapevolezza dei problemi connessi al bullismo: saper  riconoscere il fenomeno (Osservazione)

 

Dare strumenti per :

 

2)                  raccogliere richieste di aiuto che vengano dagli studenti, fornire sostegno e protezione alle vittime (Ascolto);

3)                  svolgere un lavoro di sensibilizzazione approfondito con gli studenti per stimolare il loro coinvolgimento attivo (lavoro con i gruppi classe);

4)                  prevenire il fenomeno lavorando sin dal primo anno sulla costruzione di un clima di classe positivo: sviluppare chiare regole di convivenza (lavoro di accoglienza con tutte le prime classi);

5)                  creare un gruppo di docenti che, in stretta collaborazione col personale non docente, e con la consulenza di un operatore del servizio proponente il seguente piano formativo, raccolga ed  analizzi i casi di bullismo allo scopo di elaborare strategie per contrastarli e quando possibile risolverli, anche cercando la collaborazione dei genitori dei ragazzi coinvolti (Intervento);

6)                  effettuare incontri di sensibilizzazione con i genitori al fine di realizzare un patto educativo che contrasti la “cultura della prepotenza”;




Elementi di rilevanza regionale, possibilità di trasferibilità

Si ritiene che sussistano le condizioni di una buona trasferibilità delle metodologie adottate in questo piano di formazione e sensibilizzazione. A rinforzo di questa tesi si sottolinea che uno degli strumenti proposti, nella fattispecie l’unità educativo-esperienziale “Accoglienza per la prevenzione del bullismo” rivolta alle classi prime, che ha lo scopo di prevenire alla nascita le prepotenze all’interno del gruppo classe ed è frutto della esperienza progettuale ed operativa di Promeco, è stata inserita nel kit per gli insegnanti europei elaborato dal gruppo di lavoro “Novas Res”, coordinato da Franco Prina, docente dell’Università di Torino. Il progetto “Novas Res”, cui partecipa anche Promeco (Comune e AUSL di Ferrara), è uno dei due progetti di lavoro europei sul bullismo nell’ambito delle iniziative Connect.. Il progetto continuerà anche nel 2002 proprio con lo scopo di applicare e valutare gli strumenti del kit..

L’unità di accoglienza prevede la strutturazione nel corso dell’anno di uno spazio di un’ora alla settimana dedicato alla classe (“spazio classe”). Nel corso di queste ore sono previste attività che mirino a favorire comportamenti prosociali e collaborazione fra gli studenti, attività ludiche e scambi di esperienza su argomenti extrascolastici di interesse dei ragazzi. Lo “spazio classe” è inoltre il luogo dove verificare la tenuta e il rispetto degli impegni etici dei ragazzi scaturiti durante l’incontro iniziale di accoglienza. (per approfondire la metodologia e i contenuti dell’unità di Accoglienza e del video vedere il progetto allegato)   

 

All’inizio del corrente anno scolastico l”unità di accoglienza” è stata inoltre sperimentata autonomamente da una operatrice psicologa e 4 insegnanti che hanno applicato la metodologia proposta, dopo un incontro di formazione e la partecipazione diretta, come osservatori, a interventi di un operatore sociologo di Promeco.

 

Tale sperimentazione è inserita in un progetto organico in corso da due anni in alcune scuole superiori di Ferrara e provincia.

L’applicazione ha dato discreti risultati da tre scuole superiori professionale di Ferrara: i docenti coinvolti nell’esperienza hanno riportato cambiamenti positivi nell’atteggiamento e nel comportamento sia da parte di singoli ragazzi (aspiranti bulli che hanno rivisto il loro atteggiamento, potenziali vittime che hanno parlato del loro disagio, astanti che hanno espresso la loro opinione sull’andamento delle dinamiche di classe ) che da parte dei gruppi classe interessati.

 

 

 

 


 

Attività:

formazione, tappe e contenuti del percorso

il percorso complessivo si svilupperà da fine settembre 2002 a maggio 2003 in 8 incontri, in media di 3 ore, in 10 ore di autoformazione (sperimentazioni in classe) e 1 ora introduttiva, per un totale di 35 ore. Quattro incontri avranno luogo al mattino, pertanto in applicazione dell’articolo n. 13 comma 4 del CCNL i docenti corsisti saranno considerati in servizio a tutti gli effetti.

Il corso si terrà presso la Sala delle Muse del C.S.A. di Ferrara Via Madama n. 35

 

Fine settembre - dicembre 2002

 

1)      definizione del fenomeno bullismo; i ruoli: il bullo, la  vittima e gli astanti; l’entità del fenomeno secondo i dati delle ricerche europee e italiane; i dati di una ricerca svolta Ferrara;

2)      descrizione di un progetto organico per la prevenzione del fenomeno e l’intervento sui casi; la condivisione culturale del progetto da parte della scuola; la sensibilizzazione del personale  docente e non docente: l’importanza della funzione educativa dell’adulto; il gruppo di coordinamento e progettazione degli interventi

3)      l’approccio socio-affettivo nella comunicazione: il circle time; le tecniche di osservazione e ascolto;

4)      la prevenzione: un’unità educativo-esperienziale di accoglienza per la promozione di un clima di classe positivo; la costruzione di uno “spazio della classe”; indicatori  di valutazione dell’intervento

5)      l’utilizzo di giochi per lo sviluppo di capacità prosociali  e relazioni positive all’interno dello

     “ spazio classe”

6 )  simulate dell’intervento di accoglienza

 

dicembre - 15 febbraio  2003 - 10 ore di autoformazione

sperimentazione nelle classi da parte dei docenti

 

marzo - maggio 2003

7)  verifica delle sperimentazioni

8) predisposizione di piani di lavoro per l’anno scolastico successivo

 

 

 

sperimentazione

ai docenti si chiederà di applicare nelle prime l’unità educativo-esperienziale di accoglienza per la promozione di un clima di classe positivo e di costruire di uno “spazio della classe”;

 

condizioni indispensabili per effettuare una sperimentazione da parte della scuola

-         condivisione formale e sostanziale degli obiettivi del progetto da parte della Dirigenza e del Consiglio d’Istituto: adozione ufficiale del progetto

-         garantire la collaborazione dei consigli di classe

-         formare un gruppo di coordinamento interno permanente di circa 10 docenti, che con la consulenza tecnica di Promeco, attui le attività e gli interventi previsti, elabori attività condivise e le gestisca;

-         la composizione del gruppo e i verbali delle attività promosse dovranno essere trasmessi all’Ufficio Aggiornamento del C.S.A. di Ferrara - (Referente Prof.ssa S. Collini) entro e non oltre il 15 dicembre 2002;

-         il gruppo dei docenti raccoglie e analizza i casi di bullismo e, con la supervisione degli operatori di Promeco, mette in atto strategie di intervento

-         visti l’intensità dell’impegno richiesto e la gravosità del lavoro, a ogni docente che parteciperà alla formazione sarà riconosciuta una indennità forfetaria di €258,50 da parte del C.S.A. di Ferrara. Nella stessa prospettiva , si sollecitano i Dirigenti delle scuole coinvolte, al fine di sottolineare l’importanza dell’impegno richiesto,  a contribuire, per quanto possibile, con i fondi di Istituto;

-         per i costituendi gruppi di coordinamento interni sarà necessario prevedere un contributo finanziario prelevabile dai fondi in autonomia L.440/97

 

La riuscita del progetto è direttamente proporzionale alla condivisione della strategia progettuale da parte delle scuole partecipanti e alla conseguente entità del loro impegno diretto nella costruzione di un clima scolastico positivo.

Senza la costruzione del gruppo di coordinamento e progettazione non è chiaramente possibile andare oltre la sensibilizzazione e la formazione.

 

 

valutazione:

In particolare il progetto di accoglienza contiene una precisa serie di indicatori di valutazione di efficacia dell’intervento: ai docenti si chiederà di monitorare l’andamento del clima della classe, con particolare attenzione ai seguenti elementi:

- continuità degli incontri e grado di partecipazione dei ragazzi

- entità e qualità della comunicazione durante gli incontri

-         rispetto degli impegni presi

-         clima di classe disteso e positivo = assenza di stati ansiosi individuali, di comportamenti aggressivi di singoli o di gruppo, assenza di comportamenti collegabili al bullismo (esclusioni, prese in giro, dispetti, offese, piccoli furti, prepotenze fisiche, aggressioni verbali o fisiche verso una o più vittime)

-         buon livello di comunicazione e collaborazione fra gli studenti

-         cambiamento di atteggiamenti e comportamenti individuali o di gruppo:  da ostiltà a prosocialità, da osservazione passiva a intervento propositivo, da sfiducia a collaborazione, da sofferenza passiva ad assertività, etc.

-         possibilità di avere una discussione critica e approfondita degli argomenti e conseguentemente un buon livello di insegnamento e di apprendimento

-         realizzazione cooperativa di interventi dei ragazzi, su argomenti scelti da loro stessi

-         partecipazione positiva della classe a queste attività

 

 

Prodotti

-         piani di accoglienza e sensibilizzazione rivolti agli studenti

-         piani di sensibilizzzione rivolti personale docente e non docente e genitori,

da applicare all’inizio dell’anno scolastico successivo, a cura del personale formato e con la supervisione e la consulenza del servizio proponente

 

 

Afferenza a materie o aree del curriculum

non con materie o aree specifiche, anche se nell’ambito delle attività collegate da svolgere con i ragazzi (“spazio classe”) ogni docente può trovare collegamenti con le materie di sua competenza

 

Afferenza ad aspetti metodologici-organizzativi-didattici

Per quanto riguarda l’approccio educativo, nel lavoro di prevenzione (accoglienza e spazio classe) le parole chiave dell’atteggiamento educativo verso gli studenti, da parte dei docenti conduttori dovranno essere  

-         rispetto

-         valorizzazione

-         gratificazione

-         responsabilizzazione

al fine di ottenere motivazione, condivisione e collaborazione.

Questo tipo di approccio può influenzare positivamente il clima generale dei rapporti docente/studenti e studenti/studenti, con ricadute sulla organizzazione della didattica.

 
Afferenza ad aspetti relazionali-gestionali-istituzionali

L’apertura e la gestione dello “spazio classe” è basata essenzialmente su un particolare modo di impostare le relazioni all’interno della classe (metodo socio-affettivo) che può condizionare positivamente la qualità delle relazioni tra i diversi attori, anche durante il normale svolgimento delle lezioni

 

Responsabile del progetto

Dr Marcello Darbo

 

Comitato tecnico scientifico

Dr Marcello Darbo, sociologo,  Dr Alessandro Costantini, psicologo, Dr ssa Silvana Collini, settore Formazione del C.S.A. di Ferrara

 

Gruppo operativo

Dr Marcello Darbo, sociologo Ser.T.- Promeco

Dr Alessandro Costantini, psicologo Promeco

Dr ssa Silvana Collini, settore Formazione del C.S.A. di Ferrara

 

 


Allegato 1

 

accoglienza anti bullismo: Unità educativo-esperienziale di accoglienza per gli studenti, finalizzata alla prevenzione di fenomeni di bullismo [3]

 

 

Premessa.

Le parole chiave dell’atteggiamento educativo verso gli studenti, da parte del conduttore sono 

-         rispetto

-         valorizzazione

-         gratificazione

-         responsabilizzazione

 

al fine di ottenere motivazione, condivisione e collaborazione.

 

target: studenti delle classi prime del ciclo medie inferiori e superiori

 

Origini dell’esperienza

Il lavoro si basa sulla esperienza svolta in 11 seconde classi di scuole superiori di Ferrara, durante l’anno scolastico 2000/2001.

L’intervento faceva parte di un progetto complessivo per la prevenzione del bullismo svolto in due scuole superiori, progetto che prevedeva anche la sensibilizzazione di tutti gli studenti (tot 600) e la formazione del corpo docente e non docente all’ascolto e all’intervento (65)

 

Obiettivi:

-         promuovere competenze prosociali (ascolto, rispetto, aiuto degli altri)

-         promuovere l’idea di una classe come gruppo-comunità solidale

-         individuare linee guida etiche condivise per il comportamento fra compagni di classe

-         responsabilizzare i ragazzi alla gestione del clima di classe

 

 

Struttura e durata dell’intervento descritto e risorse necessarie:

durata complessiva : annuale

 

1° parte

un incontro di 2 ore con la classe da parte di due  (2) docenti appositamente formati

 

2° parte

Lo “spazio classe”

Il percorso avviato avrà caratteristiche di continuità durante l’intero arco dell’anno: uno o più docenti che condividono gli obiettivi del lavoro e hanno svolto un incontro preparatorio con il conduttore, svolgeranno successivi e periodici (settimanali) incontri di rinforzo e verifica nel corso dell’anno.

 

Durante gli incontri dello “spazio classe” :

-         si fanno giochi che stimolano la relazione positiva (prosocialità)

-         si fa il punto della situazione sul clima di classe

-         si verifica il livello di rispetto degli impegni presi

-         si progettano attività proposte dai ragazzi

 

lo spazio classe è uno spazio libero dai vincoli della didattica, dove viene favorita l’espressione della personalità dei ragazzi a prescindere dal loro rendimento scolastico

 

Modello teorico e ipotesi su cui si basa l’intervento:

Al momento della sua formazione, il gruppo classe, così come qualsiasi altro tipo di gruppo intermedio[4], cioè né piccolo, né grande, provoca fra i suoi membri lo sviluppo di fenomeni di angoscia[5], derivanti dal timore provocato dall’incertezza, dalla nuova situazione ignota. Il timore di perdersi nel gruppo, di non riuscire ad integrarsi, di essere esclusi, non considerati o derisi, di non riuscire ad affermare o addirittura a difendere la propria identità, provoca nel gruppo lo sviluppo di meccanismi primitivi di difesa[6]. Alcuni ragazzi, più “fisici”, meno sensibili[7], e forse anche più insicuri, soddisfano questo bisogno di riconoscimento sociale e di accettazione con l’uso della forza e della aggressività. Si creano alleanze per la conquista del potere nel gruppo, alleanze finalizzate alla costituzione di leadership basate su rapporti di forza. Per la sopravvivenza nel gruppo diventa allora fondamentale essere vicini alla leadership o comunque restare fuori dai percorsi di sfogo della aggressività. Si cercano e si creano capri espiatori su cui deviare l’aggressività, si produce, consciamente o inconsciamente, esclusione ed emarginazione. In questa situazione sono i meno aggressivi e i più sensibili ad essere penalizzati[8]. Altri vorrebbero cambiare la situazione ma temono di essere coinvolti. E’ il meccanismo di nascita e cristallizzazione dei fenomeni di bullismo.

L’intervento si propone di contrastare la nascita di angoscia e la produzione di odio, attraverso l’esplicitazione e l’emersione dei bisogni affettivi che ogni singolo studente ha: essere accettato, essere compreso e rispettato.

Con un processo di analisi gruppale, la classe viene condotta dal conduttore verso un percorso di apertura e disponibilità verso le diverse soggettività che la compongono. Ogni membro della classe è l’Altro, ognuno di loro è l’Altro, insieme la classe è un “Noi”[9], un gruppo, una comunità all’interno della quale esprimersi al meglio[10]. Da questo importante riconoscimento derivano, quasi spontaneamente, alcune linee di condotta etiche a cui la classe può e vuole attenersi. Il risultato è che la classe, questo nuovo insieme di singoli appena formato, ha fatto un passo verso la costruzione di una identità comune nella quale riconoscersi ed integrarsi e si è allontanato dall’incertezza e dal disordine che sono, secondo l’ipotesi teorica di partenza, produttori di angoscia e aggressività. Il modello proposto si basa sull’importanza che per gli adolescenti hanno il tempo Presente[11] e la dimensione sociale del Gruppo. L’adolescente vive nel presente, ha bisogno di esprimere sé stesso e desidera far parte di un gruppo. E’ esattamente quello che gli viene proposto: contribuire da protagonista a migliorare il presente in cui vive, attraverso la costruzione di relazioni positive nel gruppo classe.

Il percorso va periodicamente ricordato e la classe andrà positivamente rinforzata nel corso del tempo da parte di insegnanti che condividano l’impostazione di questo intervento.

 

 

1° Parte: l’incontro con la classe

 

Metodologia e fasi dell’incontro: 

a)      Introduzione. 25 minuti di discussione interattiva (i ragazzi vengono coinvolti nella definizione dei concetti di benessere/salute e di bullismo)

b)      Riflessione. 5 minuti di riflessione personale sul tema : “cosa posso impegnarmi a fare io per creare nella classe un clima di benessere?”; scrittura degli impegni su biglietti anonimi

c)      Discussione. 70 minuti di circle time[12] durante il quale gli impegni scritti vengono letti, commentati e sintetizzati in linee di condotta condivise, che la classe si impegna a rispettare e a promuovere: la Costituzione della classe

d)       Fase del cartellone e dei gruppi

10 minuti vengono dedicati all’individuazione di alcuni gruppi di lavoro che si occuperanno di trascrivere su cartellone gli impegni della classe e di decorarlo

e)      Fase dei custodi della Costituzione

10 minuti vengono dedicati all’elezione dei Custodi della Costituzione, che avranno il compito di ricordarla a chi la trasgredisce

f)        Conclusione. Il conduttore chiude l’incontro con i saluti e l’impegno a seguire l’andamento della classe attraverso i docenti che cureranno la seconda parte del lavoro : “il tempo della classe”

 

 

 

1° Parte:

Descrizione

a)      Introduzione.

25 minuti

(Il conduttore si rivolge alla classe premettendo che farà una introduzione sul concetto di salute e che chiederà aiuto per definire i passaggi del ragionamento. In corsivo compaiono le risposte di una ipotetica classe, così come sono emerse durante l’esperienza di lavoro con gli studenti)

 

Il concetto di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede per la persona una situazione di benessere fisico, psichico e sociale. Questi tre aspetti sono strettamente interdipendenti e non possono essere isolati l’uno dall’altro. E’ un concetto complesso, anche se non necessariamente complicato, che significa che per essere considerati sani non è sufficiente stare bene fisicamente, ma che occorre anche essere mentalmente sereni ed essere socialmente integrati, cioè avere relazioni sociali positive e gratificanti.

 

Alla vostra età quali sono i contesti sociali e relazionali più significativi?

 

(far esprimere la classe)

famiglia

scuola

gruppo di  amici

 

All’interno del contesto scuola, nel quale passate metà della vostra giornata, che cosa vi aspettate?

(far esprimere la classe)

in ordine di importanza:

-         di avere buoni rapporti con i compagni

-         di avere buoni rapporti con gli insegnanti

 

Cosa significa avere buoni rapporti con i compagni?

(far esprimere la classe)

-         essere accettati e bene integrati

-         essre rispettati

-         vedere riconosciuta la propria identità

 

Se mancano queste cose come si sta? Cosa si prova?

(far esprimere la classe)

-         si sta male, si è in ansia e tristi

-         quindi non si è in salute

 

Perciò il benessere di ognuno dipende da noi: ognuno è responsabile del benessere altrui. Il benessere della classe è un problema collettivo, del gruppo. Solo se riusciamo a vedere la classe come una piccola comunità solidale, possiamo garantire il benessere di ognuno.

 

Ora cerchiamo di affrontare la definizione del fenomeno bullismo.

 

C’è bullismo quando viene attuata una prevaricazione, una prepotenza, ripetuta nel tempo, da parte di uno o più studenti più forti, nei confronti di qualcuno più debole, che non sa difendersi.

Per parlare di bullismo non dobbiamo necessariamente aspettarci di vedere atti di violenza fisica, sono atti di bullismo anche la presa in giro e lo scherzo pesante ripetuti e continuati nel tempo o l’esclusione sistematica, perché anche queste azioni provocano forte sofferenza in chi si sente deriso, umiliato ed escluso. Non si parla di scherzi fatti e ricambiati fra amici, di cose che mettono il buonumore e che servono a passare un po’ di tempo in allegria. Si parla di gesti e azioni che provocano umiliazione e alle quali la vittima non riesce a reagire. A chi piace essere preso in giro in questo modo? 

Il bullismo maschile è di solito più eclatante, basato sulla offesa, la presa in giro, lo scherzo pesante, quello femminile è più nascosto, lavora più sulla esclusione e sul parlare male alle spalle (il gossip o pettegolezzo).

Chi è il bullo? I bulli, maschi o femmine, sono soggetti scarsamente sensibili, concentrati prevalentemente su sé stessi e poco attenti agli altri, sono estroversi e, soprattutto per quanto riguarda i maschi, sono fisicamente esuberanti ed aggressivi. Cercano la considerazione degli altri, non attraverso la relazione, ma attraverso la scorciatoia della prepotenza. Alcuni lo fanno perché hanno problemi di fiducia in sé stessi e si rassicurano con il potere che sentono di assumere attraverso la prepotenza sugli altri. Sono spesso circondati da gregari, aiutanti, che li incoraggiano e traggono vantaggi da questa alleanza (non essere a loro volta presi di mira, essere “amici” del più forte). A volte i bulli se la prendono con chi a loro parere “studia troppo” e gli fa rabbia perché pensano che si metta in mostra ai loro danni. Magari se la prendono con qualcuno a cui semplicemente piace studiare, che è poi una delle due cose fondamentali per cui si viene a scuola (l’altra, non meno importante, è imparare a socializzare). Studiare e andare bene a scuola significa mettere alla prova le proprie capacità. E questo penso che sia una cosa importante per tutti.

 

Vediamo ora chi possono essere le vittime. Essi, al contrario, sono soggetti più sensibili della media, poco aggressivi, disponibili verso gli altri, magari introversi e con una scarsa percezione delle loro potenzialità fisiche. Temono quindi lo scontro e patiscono l’aggressività altrui, non reagiscono perché non ci riescono, non hanno gli strumenti. Non parlano di quello che gli succede con i genitori, perché si vergognano e pensano di doversela cavare da soli, ma come abbiamo detto non ce la fanno e soffrono profondamente,  non stanno bene, quindi non sono in salute.

 

Da ciò deriva che il bullismo è un comportamento ingiusto, che va contrastato e combattuto.

 

Si contrasta “creando gruppo”, un gruppo dove c’è posto e rispetto per tutti. Nel gruppo si cerca di essere amici e disponibili con gli altri. Essere disponibili, gentili, non significa essere deboli, significa usare le proprie energie e qualità per stare bene con gli altri. Così si crea amicizia, che è cosa fondamentale per il benessere psico-fisico, specialmente alla vostra età, ed è importante per tutti, anche per il bullo.

A questo proposito, il bullo deve capire che non ha veri amici: ha persone che lo temono, non che gli vogliono bene, perché l’amicizia è rapporto tra pari che si rispettano, non rapporto di prevaricazione e prepotenza.

 

Voi potete fare molto per evitare questi fenomeni, creare amicizia e fare in modo che venire a scuola sia una esperienza positiva per tutti, avete le risorse per farlo.

Per esempio, a proposito di studio, se chi è in difficoltà in qualche materia, chiedesse una mano a chi è più bravo, invece di prendersela con lui, perché gli fa rabbia, potrebbero crearsi nuovi modi di relazionarsi, modi positivi ispirati alla collaborazione e all’aiuto.

 

b)      Riflessione

5 minuti

(Il conduttore chiede agli studenti di concentrarsi e fare una riflessione personale sul tema :- Cosa posso impegnarmi io a fare, a partire da oggi, per creare nella classe un clima di benessere? -

Ogni studente scrive il proprio impegno su un biglietto anonimo).

 

 

c)      Discussione in circle time[13].

70 minuti

(la classe si dispone in cerchio per facilitare l’accesso alla comunicazione e rappresentare simbolicamente l’ uguaglianza e la pari importanza dei partecipanti)

Il conduttore ricorda le regole  fondamentali del circle time, in modo che siano uguali opportunità di comunicare:

-         si interviene uno alla volta

-         gli interventi devono essere brevi

-         non si interrompe chi sta parlando

-         la discussione non può essere monopolizzata da pochi

-         ci si esprime solo volontariamente e non su invito o pressione da parte di altri

-         tutte le opinioni servono al confronto e allo svolgimento della 

    discussione e devono perciò essere rispettate e non svalutate,

    derise o giudicate

 

Durante il circle time gli impegni scritti anonimi, precedentemente mescolati, vengono estratti dal conduttore e letti dagli studenti. In questo modo gli impegni si trasformano, da individuali, in collettivi, perché diventano della classe. Ognuno legge un impegno, il conduttore ne chiede il commento e valorizzando al massimo ogni contenuto espresso, cerca di estrapolare parole e concetti chiave. Da qui si arriva a sintetizzare ogni impegno in una linea di condotta condivisa. Il conduttore trascrive ogni sintesi di impegno su di un foglio, producendo una lista, che alla fine diverrà la Costituzione della classe, che tutti si impegnano a rispettare e a promuovere. Il conduttore deve andare in profondità, ma deve anche essere veloce, perché il tempo è poco. E’ necessario ricondurre gli impegni simili in categorie, per non fare una lista interminabile e difficile da gestire: ad esempio “aiutare gli altri” e ”dare una mano”, vengono uniti nella categoria “aiutare i compagni”.

 

Se il lavoro procede come deve, alla fine della lettura e commento dei biglietti, si arriva alla lista delle linee di condotta condivise.

 

Esempio di Costituzione di classe definita sulla base degli impegni presi da studenti di una prima superiore durante un intervento.

Il titolo è emerso dalla sintesi delle diverse proposte dei ragazzi:

“La nostra Costituzione: noi, l’amicizia e il gruppo”

-         non offendere i compagni

-         non rispondere male

-         non prendere in giro

-         non fare cose che non vogliamo siano fatte a noi

-         mettersi nei panni degli altri

-         spiegare a chi prende in giro cosa prova la persona offesa

-         contrastare comportamenti ingiusti

-         essere fieri di aiutare gli altri

-         aiutare e difendere i compagni, a scuola e anche fuori

-         accettarli e renderli felici

-         aiutare tutti a star bene

-         ascoltare i problemi e dare una mano a risolverli

-         fare del bene agli altri

-         fare gruppo

 

Come si vede è una lista di impegni profondi e importanti, che partono dalla sfera affettiva dei ragazzi, veri e propri principi etici che parlano di giustizia, di felicità e di bene per gli altri.

A questo punto la classe ha fatto un passo in avanti verso qualcosa di positivo, da condividere e da seguire. Ogni membro della classe ha davanti a sé una traccia, una strada, che è insieme personale e di gruppo. Il nuovo gruppo in cui è inserito, non è più formato da sconosciuti. L’incertezza,  produttrice di angoscia e conseguentemente di aggressività, è stata in parte ridotta. 

(sarà importante rinforzare questo clima attraverso almeno un incontro settimanale di un’ora)

 

Fase del cartellone e dei gruppi

10 minuti vengono dedicati all’individuazione di alcuni gruppi di lavoro che si occuperanno di trascrivere su cartellone gli impegni della classe e di decorarlo:

-         un gruppo di 3-5 ragazzi avrà il compito di attaccare tutti i bigliettini degli impegni come se fossero la cornice del cartellone

-         un gruppo di 3-5 ragazzi avrà il compito di scrivere con pennarelli colorati il titolo e la Costituzione

-         un terzo gruppo di 3-5 ragazzi avrà il compito di decorare il cartellone con disegni di fantasia

 

(il conduttore deve cercare di mettere in gruppo sia i ragazzi meno in vista, che quelli più esuberanti: i più timidi si sentiranno valorizzati, i più esuberanti si sentiranno responsabilizzati)

 

g)      Fase dei custodi della Costituzione

10 minuti vengono dedicati all’elezione dei Custodi della Costituzione, che avranno il compito di ricordarla a chi la trasgredisce.

Si procede alla loro individuazione tramite elezione.

Fasi:

-         autocandidatura (il conduttore invita i ragazzi a proporsi)

-         esposizione del motivo per cui si chiede il voto dei compagni (il conduttore invita chi si propone a dire in due parole perché i suoi compagni dovrebbero votarlo e chiede alla classe di dare fiducia ai candidati; -“ voglio essere un custode per aiutare gli altri”- è stata la bella e semplice motivazione espressa da uno studente durante un incontro)

-         elezione a maggioranza per alzata di mano

 

d)      Conclusione.

Il conduttore chiude l’incontro con i saluti e l’impegno a seguire l’andamento della classe attraverso i docenti che seguiranno i ragazzi durante l’anno nel “tempo della classe”.

 

 

2° Parte

La Continuazione e la verifica dell’andamento della classe

“Il tempo della classe”

Gli studenti devono essere sostenuti nel compito di creare relazioni positive, il rischio è che altrimenti tutto decada ai primi ostacoli.

Si programmano perciò incontri settimanali di un docente con la classe.

Le attività del primo mese o due saranno ludiche, giochi socializzanti di gruppo per creare e rinforzare legami.

L’incontro può essere anche il momento per verificare che la Costituzione sia rispettata.

Con l’andare del tempo l’incontro settimanale potrà diventare una abitudine fondante della Cultura, del modo di essere della classe. Come tale potrà anche sganciarsi dal compito iniziale di verifica del rispetto della Costituzione, per diventare momento di confronto comunicativo su tutte le cose che riguardano e interessano la vita della classe. 

 

Gli obiettivi espliciti degli incontri saranno:

-         lavorare alla costruzione di relazioni di gruppo

-         far esprimere gli studenti

-         discutere e affrontare con serenità i problemi della classe

-         programmare attività concrete di aiuto reciproco (accompagnare compagni presi di mira da altri studenti; aiutare nello studio che è in difficoltà)

Gli obiettivi impliciti saranno:

-         creare gruppo e solidarietà

-         promuovere la comunicazione

-         prevenire forme di esclusione

-         promuovere legami e relazioni positive.

 

I docenti che seguono la classe si tengono in contatto con il conduttore che ha condotto l’incontro iniziale (se esterno), al fine di tenerlo informato dell’andamento del gruppo classe e di affrontare eventuali problemi di socializzazione che dovessero insorgere.

 

 

Valutazione

1° parte : l’incontro

indicatori di qualità del processo

-         attraverso lo strumento della osservazione partecipata il conduttore deduce, il grado di partecipazione della classe dal numero degli interventi e dalla qualità/intensità cognitiva ed emotiva del loro contenuto

 

indicatori di efficacia dell’intervento

-         attraverso la lettura dei documenti scritti (impegni etici personali dei ragazzi) riconosce il grado di responsabilizzazione della classe

-         attraverso la riflessione comune sui contenuti emersi e la loro traduzione in impegni etici condivisi, il conduttore può dedurre il grado di condivisione della classe

-         attraverso l’osservazione delle dinamiche che porteranno i ragazzi a proporsi per costruire il cartellone e per essere eletti Custodi della Costituzione il conduttore potrà dedurre il grado di motivazione degli studenti

 

2° parte: “il tempo della classe”

indicatori di qualità del processo

- continuità degli incontri e grado di partecipazione dei ragazzi

- entità e qualità della comunicazione durante gli incontri

 

indicatori di efficacia dell’intervento

-   rispetto degli impegni presi

-         clima di classe disteso e positivo = assenza di stati ansiosi individuali, di comportamenti aggressivi di singoli o di gruppo, assenza di comportamenti collegabili al bullismo (esclusioni, prese in giro, dispetti, offese, piccoli furti, prepotenze fisiche, aggressioni verbali o fisiche verso una o più vittime)

-         buon livello di comunicazione e collaborazione fra gli studenti

-         cambiamento di atteggiamenti e comportamenti individuali o di gruppo:  da ostilità a prosocialità, da osservazione passiva a intervento propositivo, da sfiducia a collaborazione, da sofferenza passiva ad assertività, etc.

-         possibilità di avere una discussione critica e approfondita degli argomenti e conseguentemente un buon livello di insegnamento e di apprendimento

-         realizzazione cooperativa di interventi dei ragazzi, su argomenti scelti da loro stessi

-         partecipazione positiva della classe a queste attività

 

 


 

 

 

 

Bibliografia

Ÿ Caprara G. V. (1996)Addio alunni crudeli”, Psicologia contemporanea n. 138, 44-48.

Ÿ Costantini, A. (2002) Tra regole e carezze, Carocci Ed., Roma

Ÿ Cowie H., Sharp S. (1996) Peer Counseling in Schools. A time to Listen, David Fulton Publishers, London

Ÿ Darbo, M. (2001), Unità educativo – esperienziale per la prevenzione del bullismo, in NOVAS RES, tool for prevention and management of violence in primary and secondary schools

Ÿ Di Maria F., Piazza A., (1998) “Il questionario per gli studenti”, Psicologia e Scuola, n.89, 23-25.

Ÿ Fonzi A., (1995) “Persecutori e vittime fra i banchi di scuola”, Psicologia Contemporanea, n.129, 4-11.

Ÿ Fonzi A., Ciucci E., Berti C., Brighi A. (1996) “Riconoscimento delle emozioni, stili educativi familiari e posizione  nel gruppo in bambini che fanno e subiscono prepotenze”, Età Evolutiva, n.53, 73-80.

Ÿ Fonzi A., (1997) Il bullismo in Italia. Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia. Ricerche e  prospettive di intervento, Firenze, Ed. Giunti.

Ÿ Francescato D., Putton A., Cudini S., (1986) Star bene insieme a scuola, Strategie per una educazione socio-affettiva  dalla materna alla media superiore, NIS, Roma.

Ÿ Genta M.L., Menesini E., Fonzi A., Costabile A. (1996) “Le prepotenze dei bambini a scuola. Risultati di una ricerca  condotta in due città italiane: Firenze e Cosenza”, Età Evolutiva, n.53, 73-80.

Ÿ Gordon T., (1994), Insegnanti efficaci, Molfetta Ed., Bari.

Ÿ Mancini T., (1999) Adolescenti a scuola: rapporti, percezione delle regole, gestione dei conflitti, Una ricerca tra gli studenti degli Istituti Superiori di Modena, Comune di Modena

Ÿ Organizzazione Mondiale della Sanità, (1998), Divisione di Salute Mentale, Skills for life 

Ÿ Olweus D., (1995/96) “Bullismo, insegnanti e scuola”, Psicologia e Scuola, n. 77, anno XVI, Dic-Gen., 15-18.

Ÿ Olweus D., (1996 a) Il bullismo a scuola: ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Firenze, Ed.Giunti.

Ÿ Olweus, D., (1996 b) “Bullying: la sopraffazione nell’infanzia, Psicologia contemporanea, Gen-Feb, 23-28.

Ÿ Sharp S., Smith P. (1995), Bulli e prepotenti nella scuola, ed. it. Erikson, Trento.

 



[1] Fonzi 1997

[2] Olweus 1993

[3] il lavoro di Marcello Darbo, sociologo di Ser.T. – Promeco è stato pubblicato per la serie “Quaderni di Promeco”

[4] Pisani, R.A., “Elementi di gruppoanalisi. Il piccolo gruppo e il gruppo intermedio”, Roma , Ed Universitarie Romane, 2000. Pisani riprende la nozione di gruppo intermedio di Patrick De Marè (vedi nota seguente).

[5] Patrick De Marè parla di “angoscia primaria dello stare assieme, che provocherebbe odio e lo sviluppo di meccanismi di difesa primitivi per contrastare questa penosa esperienza”. Questi meccanismi possono essere evitati ”attraverso il dialogo e l’umanizzazione dei rapporti”, vedi : De Marè P., Piper R., Thompson S., (1991), “Koinonia. Dall’odio, attraverso il dialogo, alla cultura nel gruppo intermedio”, Roma, Ed Universitarie Romane, 1996.

[6] Pisani, R.A., op. cit.

[7] Olweus (1993), “Bullismo a scuola”, Ed. Giunti, Firenze, 1996.

[8] Ibidem.

[9] De Marè, op, cit.

[10] Sulla efficacia di rivolgersi alle persone appellandosi alla loro parte migliore vedi la Psicologia Umanistica e in particolare: Rogers, C. R., (1969), “Libertà nell’apprendimento”, Giunti, Firenze 1973 e Gordon T., Insegnanti efficaci, Ed. Molfetta, Bari, 1994.

.

[11] Palmonari, A., Psicologia dell’adolescenza, Bologna, Il Mulino, 1997

[12] Francescato D., Putton A., Cudini, S., Star bene insieme a scuola, Strategie per una educazione socio-affettiva dalla materna alla media superiore, NIS, Roma, 1986

[13] Francescato D., Putton A., Cudini, S., Star bene insieme a scuola, Strategie per una educazione socio-affettiva dalla materna alla media superiore, NIS, Roma, 1986